mercoledì 28 ottobre 2015

Craterellus cornucopioides

Rocca di Papa,ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Cantharellus cornucopioides
Nome Italiano:
Trombetta dei morti

Poco frequente nei boschi dei Castelli, compare verso la fine di ottobre e il suo nome italiano "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero, ma al fatto che generalmente cresce a novembre, il mese dedicato ai defunti.


Fungo a forma di trombetta che in condizioni favorevoli puo' raggiungere i 10/12 cm di altezza, di colore nerastro con sfumature sul blu, presenti piccole squamette piu' visibili nel fungo adulto; l'imenio e' liscio e di colore grigiastro piu' chiaro a maturita': il gambo e' molto breve e spesso addirittura inesistente; carne elastica e sottile con odore delicato gradevole e sapore buono.




il nome deriva dal latino e significa "piccola coppa a forma di cornucopia ".Da da non confondere con Cantharellus cinereus  che non ha imenio liscio ma a pieghe.
E' un fungo comunissimo e molto ricercato in molte zone d'Italia in altre praticamente sconosciuto, predilige le faggete e altre latifoglie, piu' raro sotto aghifoglie.

Current Name:
Craterellus cornucopioides (L.) Pers

Position in classification:
Cantharellaceae, Cantharellales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF




Ti potrebbe interessare:
Cantharellus cinereus



venerdì 23 ottobre 2015

Tutti al mare!

Rocca di Papa, ottobre 2015; Foto di EnzoF


L'estate appena trascorsa e' stata tra le piu' torride e siccitose degli ultimi anni, settembre compreso, naturalmente i funghi ne hanno sofferto moltissimo e ormai siamo al quarto anno consecutivo che praticamente non si vede un porcino.Le piogge arrivate copiose verso la fine di settembre e inizio ottobre hanno permesso una crescita  di grandi varieta', ma pochissimi Boleti, purtroppo da queste parti comincia ad essere tardi, le temperature sono troppo fredde per permettere una " belle cacciata", ma nei boschetti di querce del litorale e dell'immediato entroterra non e' affatto tardi, anzi,le piogge sono cadute abbondandi proprio nel periodo migliore con conseguente esplosione di ovoli e porcini ( B aereus in maggior parte ). La voce si sa' corre veloce e con la vicinaza di Roma e i suoi milioni di abitanti, è stato una autentica "febbre dell'oro" anzi "febbre di porcini " tutti i fungaroli/porcinari si sono riversati in quei boschetti. Mi sono fatto convincere da un amico che, testuali parole " e dai che sara' mai una cinquantina di km, male che va' facciamo una passeggiata e prendiamo un caffè".E cosi sabato mattina pronti e via!Ancora buio ci fermiamo per il caffè...bar strapieno e il modo di parlare e di vestire non lasciano dubbi, siamo diretti tutti negli stessi posti! Si ma noi entriamo da un'altra parte.....la conoscono in pochi, se arriviamo presto una buona raccolta la possiamo fare! E' piu un auto incoraggiamento che una reale speranza.Entriamo nel bosco che è ancora buio e in un'oretta troviamo quattro minuscoli porcini ( probabilmente il giorno precedente erano troppo piccoli e interrrati per essere visti )naturalmente la notte aveva piovuto e cosi' dopo un'ora ero bagnato come se avessi fatto una doccia completamente vestito.Intanto il sole comincia a splendere e il mormorio ovattato dei "fungaroli" diventa chiasso, urla, gente che si perde e si chiama tra loro, funghi che non sono porcini cavati e lasciati li, mi giro e in pochi metri eravamo decine di persone....quasi da fare a testate, non sapevo se ridere o piangere, sembrava un film di Fantozzi.Incontriamo uno dei tanti "esperti" e dice la sua " sta macchietta ha dato tanto, tantissimo, poi s'è sparsa a voce e mezza Roma e mezza provincia so venuti qua' e hanno distrutto tutto....se voi trova' i funghi, quelli veri devi anna' ar vipereto"! Ieri in due ore ne ho raccolti 25 kg!" E perche' oggi sei qua? dico Io.E lui " pecche' ar vipereto e' tosta..e' pieno de vipere che te camminano addosso, io me so' messo er casco integrale da motociclista, i guanti spessi da sciatore e tuta da sub in lamiera......Oddio ma che sei Robocop?? Bagnato fino al midollo, guardo il mio cesto semivuoto e il suo piu' vuoto del mio e la testa mi dice" ma io qua' che ce sto affa'?....sono fuori posto, fuori habitat!!! E la mia uscita al mare e' durata meno di due ore,  di corsa verso i miei amati boschi quasi deserti, con pochissimi porcini, ma tanti funghetti da fotografare, studiare e perchè no, anche da raccogliere.



















 EnzoF




lunedì 19 ottobre 2015

Lycoperdon echinatum

Rocca di Papa, ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi

Lycoperdon gemmatum var. echinatum, Utraria echinata

Fungo tipico delle faggete poco diffuso ai Castelli Romani, ma comunque presente

E' un carpoforo di forma rotondeggiante che puo' arrivare a 5 cm di diametro ricoperto da fitti aculei , che vanno dal giallo al marrone scuro e si staccano abbastanza facilmente nel fungo vecchio.
Lycoperdon sono un genere di funghi caratterizzati da carpofori globosi. La carne (gleba) e'biancastra, a maturità diventa scura e si dissolve in polvere che uscendo dal carpoforo maturo disperde le spore. 
il nome generico Lycoperdon significa loffa di lupo e  deriva dal greco (lùkos = lupo e  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)il nome del genere echinatum significa irto di aculei, spinoso.
Current Name:
Lycoperdon echinatum Pers.
Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

Ti potrebbe interessare:
Lycoperdon perlatum






giovedì 15 ottobre 2015

il Boleto lurido

Rocca di Papa, settembre 2015; Foto di EnzoF
Ormai sono troppi gli anni "da dimenticare" dal punto di vista micologico, ma la scarsita' della materia prima permette di osservare meglio il poco materiale a disposizione e si fanno delle scoperte interessanti.
Boletus luridus e' il capostipite della sezione Luridi che comprende Boleti a pori rossi e carne virante al blu e prende il  nome dalla parola latina luridus che significa sporco, lurido, per indicare l'aspetto non proprio accattivante del fungo. Cresce nei boschi dei Castelli dall'inizio dell'estate e solitamente e' tra i primi boleti a spuntare con l'inizio del  caldo estivo. Boletus luridus e' considerato un buon commestibile in alcune zone d'Italia, mentre in altre e' considerato malefico e accuratamente evitato, probabilmente per il suo aspetto non proprio invitante.

Esistono molti  Boleti a pori rossi, alcuni velenosi e confondibili tra loro; per questo motivo, se non si ha l’assoluta certezza è meglio astenersi dal consumo del Boletus luridus.



Curiosita'
La presenza del colore rosso al di sotto dei tubuli e' una delle caratteristiche principali di questo boleto, ma esiste un Boleto enigmatico, molto simile a Boletus luridus, con la polpa gialla (e non rossa) sotto i tubuli e molto frequente ai Castelli chiamato Boletus caucasicus ma attualmente e' una specie ancora non ben definita.

Boletus luridus a sx e Boletus caucasicus a dx
 Anche Boletus luridus come molte altre boletacee con l'avvento del molecolare ha cambiato genere e attualmente il nome corretto e':

Current Name:
Suillellus luridus (Schaeff.) Murrill
Position in classification:
Boletaceae, Boletales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Ti potrebbe interessare
Boletus luridus





lunedì 12 ottobre 2015

Hydnum rufescens Pers.

Hydnum rufescens Pers.   

[ = Dentinum rufescens ( Pers. ) Gray, Hydnum repandum var. rufescens ( Pers ) Barla ]

 

Cappello 40 – 70 mm, piano, a maturità spesso depresso al centro, vellutato, da giallo ocraceo a arancio fulvo con margine involuto.

Imenoforo costituito da aculei non decorrenti, da crema a giallo ocraceo.

Gambo 5 – 20 x 30 – 70 mm, cilindrico, gracile, slanciato, di colore dal biancastro a giallo, ingiallente al tocco.

Carne fragile di colore chiaro, ingiallente; con sapore amarognolo e odore debole fungino.

Habitat cresce gregario, sia sotto latifoglie che conifere, piuttosto comune nei boschi dei Castelli Romani fino alla soglia dell’inverno.

Commestibilità discreto commestibile, asportando gli aculei negli esemplari vecchi che risultano amari.

Note specie tardiva, non è raro rinvenirlo in autunno inoltrato. Si riconosce per gli aculei non decorrenti, i colori più aranciati e la dimensione mediamente minore rispetto al fratello Hydnum repandum. Conosciuto con il nome popolare di “Steccherino dorato”, in alcune zone dei Castelli viene chiamato “Pelosello”. 



Enzo Ferri

Castelli Romani, ottobre 2017

Ti potrebbe interessare

Hydnum repandum


Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli