lunedì 19 febbraio 2018

Agaricus cupreobrunneus

Castelli Romani,settembre 2017; foto di EnzoF

Sinonimi
Agaricus campestris var squamulosus,  Agaricus campestris var fuscopilosellus 

Nome Italiano:
Prataiolo 
Cresce ai Castelli Romani  in autunno, nei prati, parchi e giardini        
Dimensioni medio piccole, cuticola squamata di colore bruno grigiastro: gambo corto e tozzo con anello supero evanescente, lamelle  arrossanti al tocco, nessun viraggio alla sezione, odore leggero, gradevole fungino, ne anice, ne fenolo...
Ritrovamento in giardino privato ben concimato, tra erba e alberi da frutto.

 Agaricus cupreobrunneus è specie molto prossima ad Agaricus campestris (alcuni autori li considerano sinonimi), dal quale differisce quasi unicamente per la particolare ornamentazione pileica (anche la microscopia sostanzialmente coincide). Imprescindibile un'indagine molecolare per dirimere definitivamente la problematica.
( Da Funghiitaliani )


Current Name:

Agaricus cupreobrunneus (Jul. Schäff. & Steer) Pilát


Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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lunedì 12 febbraio 2018

Lentinellus cochleatus

Castelli Romani; settembre 2018; foto di EnzoF
Sinonimi: 
Omphalia cochleata, Lentinus cochleatus  


Cresce nei boschi dei Castelli Romani in autunno.
Vari capelli sovrapposti di forma irregolare, che possono formare cespi anche di grosse dimensioni ,simili a conchiglia nel giovane, imbutiforme nell'adulto, con margine ondulato; ogni singolo cappello può raggiungere gli 8/9 cm di diametro: la cuticola è di colore variabile dal rossastro al marrone chiaro; gambo spesso eccentrico e saldato alla base; lamelle caratteristicamente seghettate, strette e molto decorrenti, biancastre; carne spessa, coriacea ed elastica con sapore anisato
Si tratta di una specie lignicola, poco frequente, prevalentemente autunnale


Riconoscibile per l' odore intenso di anice, lamelle seghettate e lungamente decorrenti, crescita cespitosa
Esiste  Lentinellus cochleatus var inolens, identitica alla specie tipo, ma priva di odore

Current Name:
Lentinellus cochleatus (Pers.) P. Karst.

Position in classification:
Auriscalpiaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF


lunedì 22 gennaio 2018

Porcini a Gennaio!

Litorale tirrenico, gennaio 2018; Foto di EnzoF


Uscita di studio di gruppo cercando funghi da studio. Già trovare funghi da studio a gennaio non è cosa semplice, anche se la speranza di trovare specie poco comuni c'è sempre. A maggior ragione per me, non abituato a frequentare habitat marittimi, tipicamente mediterranei e con clima più primaverile che invernale. Effettivamente qualche specie interessante è stata trovata, alcune determinabili sul campo da esperti veri, altre che necessitano di approfondimenti micro. Ma questo è un'altro discorso. Quello che invece mi ha colpito è stato il ritrovamento di porcini, e si, Boletus edulis a gennaio, non l'avrei mai immaginato, Boletus edulis in forma smagliante, sanissimi. Io non sono in grado di stabilire se è normale ( anche se ci credo poco ) oppure se è stato un caso o se è colpa dei cambiamenti climatici! Ormai è sempre colpa dei cambiamenti climatici! Fatto sta che è stata una  uscita ricca di emozioni con persone di una competenza assoluta e di umiltà e gentilezza al di fuori del comune. Persone che permettono di passare una giornata assolutamente indimendicabile. E i porcini sono stati la ciliegina sulla torta. E per di più in compagnia di una bella Amanita muscaria! 

Non è un ritrovamento dei Castelli Romani e pertanto non dovrebbe essere contenuto in questo modesto spazio, ma l'eccezionalità del ritrovamento, comunque non a grandissima distanza dai Castelli, verso il litorale tirrenico e a poca distanza dal mare  con clima certamente più favorevole, ma ha convinto a fare uno strappo alla regola!

EnzoF



lunedì 15 gennaio 2018

Xerula pudens

Castelli Romani; settembre 2017; foto di EnzoF
Sinonimi:      
Oudemansiella pudens, Oudemansiella longipes,  Xerula longipes


Cresce nel primo autunno nei boschi dei Castelli Romani, poco frequente 
Cappello con umbone; la cuticola è opaca e velluata di colore dal beige al bruno anche scuro; lamelle bianche; gambo fibroso e duro, vellutato, molto ingrossato nella parte bassa; carne senza odori e sapori particolari


E' un fungo lignicolo non molto comune, che cresce su ceppaie di latifoglie o su radici interrate che raggiunge con il suo gambo lunghissimo e profondamente radicante. Talmente lungo e interrato che difficilmente si riesce ad estrarlo senza spezzarlo.


Current Name:
Xerula pudens (Pers.) Singer

Position in classification:
Physalacriaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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lunedì 8 gennaio 2018

Flammulina velutipes

Castelli Romani, gennaio 2018; Foto di EnzoF


Noto con il nome popolare di “Fungo dell'olmo”. E' un tipico fungo invernale che cresce sui tronchi e rami marcescenti di svariate latifoglie, dal tardo autunno e fino alla primavera. Resistente al gelo, sopravvive anche se subisce grosse gelate e al disgelo riprende a produrre spore. In Giappone e, un po' in tutti i paesi orientali la Flammulina velutipes viene largamente coltivata a scopi alimentari ed è chiamata Enokitate.

Per fini alimentari si utilizzano i cappellini, i gambi si scartano. 
Ma l'Enokitate è uno dei funghi considerati medicinali e contiene: proteine, vitamine del gruppo B, alcuni importanti aminoacidi, tra cui la valina, inibitore tumorale e la lisina che contribuisce alla formazione degli ormoni della crescita. Contiene anche una proteina cardiotossica, termosolubile, che viene resa innocua da una lunga cottura di almeno 20 minuti. 


Si è cominciato a studiare le proprietà terapeutiche di questo fungo, quando si è scoperto che i produttori Giapponesi del fungo in questione avevano una percentuale di insorgenza tumorale molto inferiore rispetto al resto della popolazione. Dalla Flammulina è stata isolata una proteina che agisce sulla regolazione del sistema immunitario, sull'allergia, sui tumori. E' una molecola in grado di stimolare i Linfociti T. Nello specifico si è confermata un'azione inibitoria nei confronti di tumori mammari, melanoma e adenocarcinoma. Altre proteine, isolate nella Flammulina, hanno dimostrato azione antivirale ed efficaci 
anche nel trattamento dell'HIV. 











Importante è l'attività ipocolesterolemizzante svolta dall' Enokitate per la capacità del fungo di aumentare l'escrezione fecale del colesterolo. 
Vi sono alcune patologie nelle quali la Flammulina velutipes è particolarmente indicata come terapia di supporto:


Allergia
Ipercolesterolemia
Ipertensione
Disturbi epatici
Ulcera gastrica
HIV
Terapia di supporto per carcinoma mammario e melanoma
Bibliografia consultata: 
I funghi medicinali

EnzoF

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