lunedì 11 dicembre 2017

Coprinellus micaceus

Castelli Romani,novembre 2017; foto di EnzoF


Sinonimi
Agaricus micaceus,Coprinus micaceus 


Comune e diffuso, cresce ai Castelli Romani in primavera e autunno 
Cappello di colore giallastro, striato al margine e ricoperto da granulazioni lucenti, simili a granelli di zucchero; lamelle inizialmente bianco argilla, ma presto nere; gambo alto e slanciato, fragile; carne esigua, inconsistente, presto deliquescente; odore leggero

Cresce in primavera e ancora più spesso in autunno, cespitoso su ceppi in decomposizione o radici interrate, nei boschi e nei parchi urbani, a formare grandi colonie


Current Name:
Coprinellus micaceus (Bull.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson

Position in classification:
Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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lunedì 4 dicembre 2017

il Fungo dell'inchiostro

Castelli Romani, novembre 2017; Foto di EnzoF


In questo novembre 2017 caratterizzato da una carenza di funghi come non si vedeva da anni, a seguito di una estate torrida e un autunno freddo, alcune specie trovano le condizioni ideali per fruttificare. Coprinu comatus è una di questa, anche se non l'unica. Le aiule in mezzo alle strade, specie quelle con irrigazione, i sentieri dei boschi ricchi di sostanze organiche, i prati incolti sono letteralmente invasi da questo fungo.
Dal cappello del Coprinus comatus, così come da altri Coprinus , in passato si otteneva un liquido, che serviva a preparare una specie di inchiostro molto più resistente di quello di china. Per tale motivo questi funghi, sono comunemente chiamati funghi dell'inchiostro
Non da tutti conosciuto e apprezzato è considerato da molti autori una vera e propria leccornia. Come diceva il Cetto " dopo l’Amanita caesarea è il miglior fungo commestibile ". 
Anche se i gusti sono soggettivi, è fuor di dubbio che sia un ottimo fungo.

Il Coprinus Comatus può essere cucinato in tantissimi modi, come del resto gli altri funghi, ma un modo per apprezzare appieno il suo gusro delicato è saltato in padella con un pò di burro e/o con un poco di olio di oliva. Può essere trifolato, usato come condimento per pasta o risotto, e perchè no anche sulla pizza ( preferibilmente senza pomodoro )


Oltre a queste importanti caratteristiche organolettiche, il Corpinus Comatus ha diverse proprietà medicinali , tra le quali la più famosa è quella di essere un potente ipoglicemizzante, utile per la cura del diabete. E'  ricco di vitamine e minerali, contiene gli amminoacidi essenziali ed un’elevata percentuale di proteine. Contiene il vanadio, minerale che ha un chiaro effetto ipoglicemizzante. 
Il Coprinus comatus regola  il rilascio dell’insulina, aumentandone la sensibilità periferica e modulando contestualmente il sistema immunitario, grazie al vanadio, il tutto senza gravi controindicazioni che ha la somministrazione del vanadio a livello metallico. Il fungo agisce senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci ipoglicemizzanti. 
In un recente studio è  stata valutata l’efficacia del fungo in ratti resi iperglicemici forzatamente. Dopo la somministrazione del fungo, l’iperglicemia indotta da Alloxana è diminuita significativamente, analogo effetto significativo si è avuto nell’iperglicemia indotta da adrenalina ; si è inoltre rilevato un miglioramento della tolleranza glucidica dei topi normali.
Novanta minuti dopo l’assunzione del fungo la glicemia si riduce del 41%.
Tre ore dopo persiste una riduzione del 30%.
Sei ore dopo c’è ancora una glicemia ridotta del 20%.
Per questo motivo il Coprinus comatus è utilizzato nel diabete sia di tipo 1 che di tipo 2. In medicina tradizionale cinese è stato utilizzato anche per favorire la digestione e nel trattamento delle emorroidi. È utile anche nella stipsi e nel trattamento delle infezioni intestinali.
Sono stati effettua esperimenti di laboratorio su cavie da cui risulterebbe che la sostanza contenuta in questa specie di Coprinus aiuta il sistema immunitario dei ratti a contrastare lo sviluppo di alcuni tumori. In particolare l’azione antitumorale si è osservata a livello di tessuto connettivo e di sostegno in sarcomi e carcinomi.
Inoltre recentissimi studi  hanno isolato nel C. comatus composti con potenziali effetti antitumorali per il cancro al seno. L'estratto acquoso di questo fungo, infatti, ha inibito la crescita delle cellule tumorali mammarie. 
Il Coprinus comatus viene a tutt'oggi coltivato, oltre che per scopi alimentari, anche per fini terapeutici per le sue notevoli proprietà. 

Current Name:
Coprinus comatus (O.F. Müll.) Pers

EnzoF

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lunedì 27 novembre 2017

Leocarpus fragilis

Castelli Romani, novembre 2017, foto di EnzoF

Sinonimi
Diderma vernicosum, Reticularia fragilis 
Cresce nei boschi dei Castelli Romani in tutte le stagioni, più frequentemente in autunno

Piccolo funghetto che raggiunge a stento due millimetri di diametro e forse anche meno di altezza, ma che forma un "ammasso" di più individui che lo rendono molto visibile; ha la forma di una pera con un gambetto molto corto biancastro e lucido . 
Colore del fungo  variabile dal giallo al rosso in base alla maturazione del fungo e del grado di umidità dell'aria; inizialmente di un bel giallo vivo, poi diventa rossastro ed infine bruno; la superficie è liscia e lucida tranne che nello stadio più avanzato

Myxomicete molto diffuso, che può crescere in qualsiasi momento dell'anno ma è più frequente ed abbondante in autunno. Fruttifica su aghi, foglie o steli delle piante
Current Name:
Leocarpus fragilis (Dicks.) Rostaf.

Position in classification:
Physaraceae, Physarales, Incertae sedis, Myxomycetes, Myxomycota, Protozoa
EnzoF



lunedì 20 novembre 2017

Lacrymaria lacrymabunda

Castelli Romani,novembre 2017; foto di EnzoF

Sinonimi
Psathyrella lacrymabunda, Lacrymaria velutina

Poco comune, cresce ai Castelli Romani a gruppi numerosi nei prati, parchi e giardini in autunno   
Cappello feltrato, peloso, specialmente al margine, meno nella zona centrale, di colore ruggine-bruno; lamelle scure con tipico effetto marezzato per via delle goccioline che si asciugano, gambo decorato e feltrato con anello effimero che spesso mostra colore nero per il colore della sporata che vi si deposita, odore terroso

                                                                                                               

Interessante il colore della sporata in massa, completamente nera

Fungo di dimensioni medio grandi per il genere di appartenenza che raramente cresce nel bosco, ma preferisce  aree urbane,  giardini,  parchi pubblici, in questo caso in un'aiuola in mezzo alla strada con irrigazione
Current Name:
Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat.

Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF




lunedì 13 novembre 2017

Craterellus tubaeformis

Castelli Romani, ottobre 2017; foto di EnzoF

Sinonimi
Cantharellus tubaeformis                                                                                                 

Nome Italiano:
Finferla

Fungo poco comune, cresce a gruppi nei boschi dei Castelli Romani in autunno e fino ai primi freddi.      
Cappello ombelicato e rugoso di colore bruno; imenoforo formato da pliche anastomizzate decorrrenti molto evidenti da sembrare vere lamelle, gambo cilindrico  di colore giallastro, cavo all'interno; carne elastica con sapore dolciastro    

Cresce nelle zone umide, anche all'interno di grosse ceppaie di castagno in disfacimento, a gruppi, dalla tarda estate all'autunno inoltrato.
Viene chiamato Finferla, ma la vera Finferla Trentina è il simile Cantharellus lutescens, molto simile ma dai toni più giallastri e dalle caratteristiche organolettiche leggermente superiori.


Current Name:
Craterellus tubaeformis (Fr.) Quél.

Position in classification:
Cantharellaceae, Cantharellales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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