martedì 17 aprile 2018

La Verpa e il Cuculo annunciano la primavera

Castelli Romani, aprile 2018; Foto di EnzoF
Uno dei funghi del momemto. Tipicamente primaverile
Finalmente si sente nei boschi il canto del Cuculo che annuncia la primavera. Il primo vero giorno di caldo dopo un inverno quasi normale, di quelli che non eravamo più abituati a vedere. Un inverno con feddo e neve, ma sopratutto con moltissima pioggia. E così la prima giornata di tepore invita a passeggiate lungo i sentieri, con l'intento di togliere un pò di ruggine e perchè no, vedere se oltre ai fiori meravigliosi si riesce a vedere qualche fungo. Cammini cammini e di funghi neanche l'ombra, cominci a pensare che il clima è ancora freddo ed inoltre il vento teso e freddo che spira praticamente ininterrottamente da giorni ha fatto danni. Improvvisamente in un piccolo tratto di bosco tra Olmi e Castagni, in mezzo al sentiero si vede una Verpa bohemica....e poi un'altra e un'altra ancora, e poi decine e decine, Verpe dappertutto, spuntate tutte in contemporanea, centinaia di Verpe, talmente tante che non si riesce a contarle. E allora cosa si fa? Sono commestibili? Sono responsabili di sindromi incostanti o addirittura velenose? La letteratura non aiuta! Molti testi le danno "Buon commestibile", altri "sospetto", altri ancora "velenosi"! 
La Food and Drugs Administration statunitense ritiene che la gyromitrina sia presente anche in Verpa bohemica, da qui l'allarme relativo, ma non sono mai riuscito a trovare un articolo scientifico con risultati attendibili! 
l'intossicazione giromitrica ( molto grave! ) può essere causata da tutte le specie dei generi Gyromitra, Helvella, Spathularia e da alcune specie appartenenti ai generi Leotia e Cudonia. In Verpa, Mitrophora e Morchella sono presumibilmente contenute altre tossine, termolabili, non ancora identificate. Il loro consumo, in quantità non eccessive e dopo prolungata cottura non ha prodotto, al momento episodi di intossicazione. Tuttavia negli ultimi anni è stata segnalata, in Nord Europa e USA, una "sindrome morchellica" per consumo anche dopo prolungata cottura. Tossicità poco conosciuta, presunta, riportata in alcuni testi o da sottoporre a nuove valutazioni per carenza di dati recenti e attendibili. 
Alimenti che contengono sostanze più o meno tossiche ce ne sono a iosa. Sono più pericolose tracce di gyromitrina (presunta) nella Verpa o le tracce di pesticidi vari in tutti i prodotti agricoli che compriamo al mercato?
E' fungo molto apprezzato in certe zone, per esempio sull'appennino emiliano dove viene  raccolta e venduta al mercato a prezzi notevoli, anche ai Castelli Romani, viene presumibilmente consumata, Morchelle, Mitrophore e Verpe sono tutte " Spugnole"! Conclusioni? Prudenza e buon senso, come tutti i funghi!
EnzoF

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lunedì 19 febbraio 2018

Agaricus cupreobrunneus

Castelli Romani,settembre 2017; foto di EnzoF

Sinonimi
Agaricus campestris var squamulosus,  Agaricus campestris var fuscopilosellus 

Nome Italiano:
Prataiolo 
Cresce ai Castelli Romani  in autunno, nei prati, parchi e giardini        
Dimensioni medio piccole, cuticola squamata di colore bruno grigiastro: gambo corto e tozzo con anello supero evanescente, lamelle  arrossanti al tocco, nessun viraggio alla sezione, odore leggero, gradevole fungino, ne anice, ne fenolo...
Ritrovamento in giardino privato ben concimato, tra erba e alberi da frutto.

 Agaricus cupreobrunneus è specie molto prossima ad Agaricus campestris (alcuni autori li considerano sinonimi), dal quale differisce quasi unicamente per la particolare ornamentazione pileica (anche la microscopia sostanzialmente coincide). Imprescindibile un'indagine molecolare per dirimere definitivamente la problematica.
( Da Funghiitaliani )


Current Name:

Agaricus cupreobrunneus (Jul. Schäff. & Steer) Pilát


Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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Agaricus campestris


                                                                                                       
                                                                                              

lunedì 12 febbraio 2018

Lentinellus cochleatus

Castelli Romani; settembre 2018; foto di EnzoF
Sinonimi: 
Omphalia cochleata, Lentinus cochleatus  


Cresce nei boschi dei Castelli Romani in autunno.
Vari capelli sovrapposti di forma irregolare, che possono formare cespi anche di grosse dimensioni ,simili a conchiglia nel giovane, imbutiforme nell'adulto, con margine ondulato; ogni singolo cappello può raggiungere gli 8/9 cm di diametro: la cuticola è di colore variabile dal rossastro al marrone chiaro; gambo spesso eccentrico e saldato alla base; lamelle caratteristicamente seghettate, strette e molto decorrenti, biancastre; carne spessa, coriacea ed elastica con sapore anisato
Si tratta di una specie lignicola, poco frequente, prevalentemente autunnale


Riconoscibile per l' odore intenso di anice, lamelle seghettate e lungamente decorrenti, crescita cespitosa
Esiste  Lentinellus cochleatus var inolens, identitica alla specie tipo, ma priva di odore

Current Name:
Lentinellus cochleatus (Pers.) P. Karst.

Position in classification:
Auriscalpiaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF


lunedì 22 gennaio 2018

Porcini a Gennaio!

Litorale tirrenico, gennaio 2018; Foto di EnzoF


Uscita di studio di gruppo cercando funghi da studio. Già trovare funghi da studio a gennaio non è cosa semplice, anche se la speranza di trovare specie poco comuni c'è sempre. A maggior ragione per me, non abituato a frequentare habitat marittimi, tipicamente mediterranei e con clima più primaverile che invernale. Effettivamente qualche specie interessante è stata trovata, alcune determinabili sul campo da esperti veri, altre che necessitano di approfondimenti micro. Ma questo è un'altro discorso. Quello che invece mi ha colpito è stato il ritrovamento di porcini, e si, Boletus edulis a gennaio, non l'avrei mai immaginato, Boletus edulis in forma smagliante, sanissimi. Io non sono in grado di stabilire se è normale ( anche se ci credo poco ) oppure se è stato un caso o se è colpa dei cambiamenti climatici! Ormai è sempre colpa dei cambiamenti climatici! Fatto sta che è stata una  uscita ricca di emozioni con persone di una competenza assoluta e di umiltà e gentilezza al di fuori del comune. Persone che permettono di passare una giornata assolutamente indimendicabile. E i porcini sono stati la ciliegina sulla torta. E per di più in compagnia di una bella Amanita muscaria! 

Non è un ritrovamento dei Castelli Romani e pertanto non dovrebbe essere contenuto in questo modesto spazio, ma l'eccezionalità del ritrovamento, comunque non a grandissima distanza dai Castelli, verso il litorale tirrenico e a poca distanza dal mare  con clima certamente più favorevole, ma ha convinto a fare uno strappo alla regola!

EnzoF



lunedì 15 gennaio 2018

Xerula pudens

Castelli Romani; settembre 2017; foto di EnzoF
Sinonimi:      
Oudemansiella pudens, Oudemansiella longipes,  Xerula longipes


Cresce nel primo autunno nei boschi dei Castelli Romani, poco frequente 
Cappello con umbone; la cuticola è opaca e velluata di colore dal beige al bruno anche scuro; lamelle bianche; gambo fibroso e duro, vellutato, molto ingrossato nella parte bassa; carne senza odori e sapori particolari


E' un fungo lignicolo non molto comune, che cresce su ceppaie di latifoglie o su radici interrate che raggiunge con il suo gambo lunghissimo e profondamente radicante. Talmente lungo e interrato che difficilmente si riesce ad estrarlo senza spezzarlo.


Current Name:
Xerula pudens (Pers.) Singer

Position in classification:
Physalacriaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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